Pisacco, il bistrot fighètto in Brera.

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16 marzo 2013 di thegoodlife42

In un certo senso ce lo aspettavamo: abbiamo provato a prenotare almeno 2 volte un posto in questo bistrot di recente apertura senza mai riuscirci. La lista d’attesa (?) era talmente VIP che per prenotare bisognava lasciare un msg in segreteria per poi attendere d’essere richiamati.  Lasciato passare un po’ di tempo dall’apertura, ci abbiamo riprovato un sabato a pranzo e forse non ne è valsa poi così tanto l’attesa. Pisacco si autodefinisce

Un bistrot contemporaneo creato da un gruppo di partners (tra di loro managers, collezionisti d’arte, avvocati, architetti e lo chef stellato Andrea Berton) uniti dalla passione per una cucina italiana moderna ed essenziale. Nuovo, professionale, accessibile

Punti di vista. Probabilmente per manager, avvocati, architetti, CoLlEziOniSti D’aRte e chef stellati lo è davvero. Vada per la professionalità, sul fatto che sia accessibile ancora ancora (basta che mangi una portata), ma sul fatto che sia innovativo non siamo totalmente d’accordo. A noi è sembrata “la solita trovata alla milanese”.

Se dovesse esserci una prossima volta, proveremo l’hamburger o il polletto di Berton, che ci hanno consigliato. Ma per ora, purtroppo, non siamo particolarmente impressionati da questo posto.

| IL CIBO |
Abbiamo assaggiato dei cibi complessivamente soddisfacenti
per un pranzo veloce e leggero, forse TROPPO: abbiamo diviso un antipasto di 5 squisite acciughe della Cantabria con 5 crostini anoressici di pane secco.
Come primo piatto abbiamo assaggiato una crema di ceci e cozze con pomodorini confit (6 cucchiai in totale) davvero particolare, e 50gr di spaghetti al pomodoro con crema di mozzarella di bufala. Davvero, bastava riempire un po’ di più il piatto della zuppa e buttare quei 30-40 grammi in più di pasta per darci la soddisfazione che cercavamo e che sicuramente avremmo avuto.
Sui dolci, niente da dire: Pera Pisacco (cotta e adagiata su una mousse di cioccolato e zenzero) e Torta del giorno alle nocciole con gelato alla birra. Ottimi e nella giusta quantità.

Image

| L’AMBIENTE | Gli avventori, almeno il sabato a pranzo, sono quelli del brunch in Brera, quindi bauscia giovani sulla trentina  oppure bauscia artistodi over sixty con papillon e pipa over e mogli radical chic. Ci sono anche famiglie e tanti, tanti CANI. Fighètti anche loro. Il locale è molto bello ed estremamente curato, ci sono diversi dettagli “artistici” che colpiscono nell’arredamento che è davvero molto ricercato, ma a noi non ha trasmesso sensazioni particolarmente eccitanti.

| IL CONTO | Il punto dolente è proprio questo: per quanto ci sia piaciuto tutto quello che abbiamo mangiato e non ci fossero difetti nel servizio o nella preparazione delle pietanze anche particolari e insolite, non in fin dei conti abbiamo ordinato 2 primi e 2 dolci, e bevuto solo 1 coca light e 1 caffè.
Siamo abbastanza sicuri che se fossimo usciti con la pancia un po’ più piena forse non avremmo nemmeno notato questo dettaglio.

foto

WE LIKED | i sapori e la qualità dei cibi. C’è una ricerca e si vede, questo è innegabile. | WE LOVED | nulla in particolare… | WE HATED | la scelta del posizionamento del locale che potrebbe essere un po’ più “democratico” senza per questo perderne in immagine.

| L’INDIRIZZO |
PISACCO
Via Solferino, 48 – 20121 – MILANO
tel. 02.91765472
http://www.pisacco.it

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